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Opera d'arte L'arrivo del bollettino della pace di Villafranca di Induno Domenico (Milano 1815 - Milano 1878), a Roma

L'opera d'arte L'arrivo del bollettino della pace di Villafranca di Induno Domenico (Milano 1815 - Milano 1878), - codice 12 00489499 di Induno Domenico (Milano 1815 - Milano 1878), si trova nel comune di Roma, capoluogo dell'omonima provincia sita in palazzo, espositivo, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, viale Belle Arti 131, depositi
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bene culturaledipinto, opera isolata
titoloL'arrivo del bollettino della pace di Villafranca
soggettoscena storica
tipo schedaOA_2.00
codice univoco12 00489499
localizzazioneRM, Romaviale Belle Arti 131
contenitorepalazzo, espositivo, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, viale Belle Arti 131, depositi
datazioneXIX ; 1860 (ca.) - 1862 (ca.) [bibliografia]
autoreInduno Domenico (Milano 1815 - Milano 1878),
materia tecnicaolio su tela
misurealt. 83, largh. 132,
condizione giuridicaproprietà Stato, Galleria Nazionale d'Arte Moderna
dati analiticiScena di esterno con edifici, paesaggio in lontananza e personaggi del popolo
notizie storico-criticheDomenico, fratello maggiore di Gerolamo Induno, frequentò l'Accademia di Brera, prediligendo in particolar modo prima la pittura di soggetto storico e poi quella di genere. Dal 1860 l'artista inizia a lavorare al tema "Il Bollettino di Villafranca", eseguendo, oltre a questo, numerosi studi e bozzetti. Due anni dopo portò a termine l'ultima grande tela, commissionata ed acquistata dal re Vittorio Emanuele II, per destinarla alla Galleria delle Battaglie di Palazzo Reale a Milano. Quest'opera valse a Domenico la nomina di Cavaliere dei Santi Maurizio e Lazzaro (Milano, Museo del Risorgimento, P. Zatti, S. Regonelli, in Romantici e Macchiaioli, cat. della mostra a cura di F. Mazzocca, 2005, n. IX.3, p. 274; S. Regonelli, in Ottocento. Da Canova al Quarto Stato, cat. della mostra (Roma) a cura di M. V. Marini Clarelli, F. Mazzocca, C. Sisi, 2008, n.56, p. 204; P. Zatti, in 1861 I pittori del Risorgimento, cat. mostra a cura di F. Mazzocca e C. Sisi, Roma, V.1, 2010, p. 148). L'armistizio di Villafranca fu concluso l'11 luglio del 1859 tra Napoleone III e Francesco Giuseppe d'Austria. Per volontà del re francese l'esercito franco-piemontese dovette sospendere la guerra contro l'Austria dopo le vittoriose battaglie di Magenta, Solferino e San Martino. L'accordo con l'imperatore lasciò Venezia sotto il dominio straniero e ciò provocò una grande delusione per coloro che credevano nell'alleanza coi francesi per il compimento unitario. L'armistizio di Villafranca, firmato da Vittorio Emanuele II il 12 luglio e ratificato dalla Pace di Zurigo nel novembre 1859, causò le dimissioni del Presidente del Consiglio piemontese Cavour. Domenico Induno scelse di rappresentare un'immagine che potesse cogliere le diverse reazioni del popolo generate dall'arrivo di tale notizia, ritraendo un gruppetto eterogeneo di persone riunite in una trattoria, come indica la scritta in alto a sinistra sul muro dell'edificio. Una bandiera tricolore in alto a destra si contrappone alle aspettative ed alle espressioni amareggiate dei volti di soldati, di uomini in borghese, di donne e di bambini. "E' il giorno del 14 luglio 1859, in cui venne in Milano di sorpresa la notizia della pace di Villafranca; io voglio raggiungere l'impressione che fece nel popolo e non già l'atto ufficiale" (Nicodemi, 1945, p. 29). Questo tema probabilmente fu ispirato dal dipinto di David Wilkie, Chelsea Pensioners reading the Gazette of the Battle of Waterloo (Londra, Victoria & Albert Museum) dove, analogamente al dipinto di Induno, la rievocazione dell'arrivo del bollettino della battaglia di Waterloo era affidata ad un gruppo di cittadini all'esterno di un umile locale (S. Bietoletti, Domenico Induno, Soncino, 1991, p. 80). Il dipinto è stato acquistato dalla Galleria Nazionale d'Arte moderna nel 1940 dal collezionista fiorentino Francesco Ciardello che, in questa occasione, ha ricordato che la tela avrebbe una provenienza inglese, come menziona il cartellino posto sulla cornice. Negli anni sessanta dell'ottocento sarebbe infatti stato donato ad un lord da un gruppo di artisti lombardi ed in seguito, riportato a Firenze dagli eredi, fu acquistato da Francesco Ciardello (Archivio Gnam, Acquisti opere d'arte definiti, 1940).
altra localizzazioneprovenienza: FI, Firenze
bibliografiaE. di Majo( 2004)p. 272; E. di Majo( 2006)p. 148
definizionedipinto
regioneLazio
provinciaRoma
comuneRoma
indirizzoviale Belle Arti 131
ente schedatoreS51
ente competenteS51
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Biscaglia M.; Funzionario responsabile: Compilatore scheda: Sepe S.; Funzionario responsabile: Piantoni G.Frezzotti S.
anno creazione1995; 2011
latitudine41.916344
longitudine12.482229

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